Fondazione Negri

Redazione

Pubblicato il Pubbl. il 27.12.2023

Brescia Temporanea

FERMI, FERMI TUTTI

Fotografie di gruppo che raccontano un paese, le fabbriche del ‘900, storie di immigrazione, immagini di matrimoni, o ancora, il pensiero creativo di chi c’è dietro l’obiettivo.

Courtesy Fondazione Negri

Fino al 27 febbraio

 

“FERMI, FERMI TUTTI. Percorsi della fotografia di gruppo” è una mostra che attraversa il tempo e lo spazio, da metà Ottocento ad oggi, partendo dalla provincia bresciana, passando per i villaggi della Birmania e i mercati del Bangladesh, fino ad arrivare al deserto del Sinai. Frutto della prima collaborazione tra Ma.Co.f Centro della Fotografia Italiana e Fondazione Negri, l’esposizione ha inaugurato lo scorso ottobre e termina martedì 27 febbraio 2024 a Spazio Fondazione Negri, via Calatafimi 12/14, Brescia.

 

Sezioni dedicate a fotografi conosciuti e anonimi, ciascuna delle quali svela particolari e caratteristiche della fotografia di gruppo. Dai più rivoluzionari, come l’eclettico Giovanni Negri che dispone con maestria gli operai trasformando la scenografia in protagonista della rappresentazione, ad Antonio Predali, oste e fotografo, all’inizio del ‘900 a Marone (lago d’Iseo), che di quel luogo diventa la memoria storica. Si prosegue con N.V.Parekh e Renato Corsini che, in modo diverso, raccontano di comunità lontane da quelle nelle quali sono cresciuti.

 

Il primo è un giovane indiano immigrato in Kenya, che grazie ad uno sguardo fresco diventa il primo ritrattista del paese, per fama e bravura, delle famiglie del luogo. Il secondo, per presentare all’Occidente usi e costumi di mondi lontani, tramite un semplice telo su cui si accomodano i suoi soggetti, decontestualizza ciò che sta scattando, così quei gruppi di persone tanto diverse tra loro vengono raccontate con un linguaggio che è sempre lo stesso: quello universale della fotografia. E ancora, le immagini di gruppo che descrivono la fine di un anno accademico, di un corso di addestramento o la magia di un matrimonio, arricchiscono il percorso presentando altri linguaggi, più riconoscibili dal pubblico perché nel quotidiano della vita di ciascuno. Il titolo della mostra richiama una sezione i cui scatti rivelano la duplice operazione del fotografo che fotografa un fotografo che fotografa: viene a galla l’attesa, la professionalità o il dilettantismo, il cavalletto o la mano libera, la luce naturale o il flash, la verità o l’inganno.

 

Alla foto di gruppo si aggiunge l’altro protagonista, quello che generalmente non viene considerato e che dice “Fermi. Fermi tutti”. Si arriva infine al colore, alla “Staged Photography”, qui, Dorothy Bhawl, da fotografo si trasforma in regista e sceneggiatore, così il prodotto finale non è più solo un’immagine, ma una testimonianza del pensiero creativo: le persone recitano obbedendo al copione che viene loro dato. La mostra sarà arricchita da un catalogo con la Prefazione di Michele Smargiassi giornalista, scrittore e cultore della fotografia.

 

Il direttore del Ma.Co.f Centro della Fotografia Italiana, Renato Corsini “Ancora una volta Brescia si conferma centro della cultura fotografica e punto di riferimento per quanti si avvicinano al mondo dell’immagine”.

 

Il direttore dell’Archivio Fotografico Negri, Mauro Negri “…felice di aver realizzato una mostra di gruppi in collaborazione con Ma.Co.f ritenendola una valida opportunità per la cultura fotografica bresciana e non solo”. La mostra è stata realizzata grazie al contributo di Banca Generali Private