Collezione Paolo VI

Redazione

Pubblicato il Pubbl. il 12.04.2024

Brescia Temporanea

SARA MUNARI. Lapilli

Fino al 15 giugno, la personale che vede protagonista la fotografa e artista visiva Sara Munari, vincitrice della quarta edizione del Premio Paolo VI per l’arte contemporanea.

Fino al 15 giugno

 

La Collezione Paolo VI – arte contemporanea è lieta di inaugurare la seconda mostra della stagione dal titolo SARA MUNARI. Lapilli, la personale che vede protagonista la fotografa e artista visiva Sara Munari, vincitrice della quarta edizione del Premio Paolo VI per l’arte contemporanea. Il concorso, promosso dall’Associazione Arte e Spiritualità (ente gestore del museo Collezione Paolo VI – arte contemporanea di Concesio), premia artisti italiani o di nazionalità straniera (purché residenti o domiciliati in Italia) e consiste nella possibilità di allestire una propria mostra personale presso il museo, secondo modalità differenti che spaziano dall’esposizione più tradizionale all’installazione site specific e a lavori sperimentali di varia natura, eventualmente anche in dialogo con opere conservate presso la Collezione Paolo VI, ma di norma non esposte al pubblico.

All’interno della mostra SARA MUNARI. Lapillil’artista approfondisce il rapporto tra vulcani, religione e umanità, nonché la sottesa connessione esistente tra gli eventi naturali potenti e la protezione nel momento in cui subentrano leggende, miti ed elementi religiosi che dovrebbero intervenire per salvaguardare l’uomo. Nel corso di circa tre anni e mezzo, dal 2019 al 2023, Munari ha compiuto diversi viaggi in Europa, attraversando tutti quei territori costellati di vulcani – in totale circa una quindicina – e raccogliendo materiali differenti, che progressivamente sono andati a costituire una sorta di diario e di memoria di viaggio, capace di custodire visioni, narrazioni e suggestioni. A partire da miti e storie, da un’atmosfera velata di mistero e di magia, ma anche intrisa di ricerca, di viaggio e di scienza, si dispiega la personale narrazione di Sara Munari, frutto del lavoro attorno alla simbologia dei vulcani, potenze immense e grandiose, che inducono l’uomo a una fascinazione insieme orrifica e primigenia, per via della vigorosa e ammaliante bellezza di quei fuochi che paiono scaturire dall’inferno stesso. In questa mostra personale l’artista si presta a un inedito gioco di mescolanze tra il medium fotografico puro e la sua contaminazione con teli, veli, sete, cotoni e una serie di materiali extra pittorici, tra cui la foglia d’oro. Fotografie, video, installazioni, sculture sono l’esito percorribile anche dal visitatore all’interno dell’esposizione Lapilli, ma solo se pronto ad abbandonarsi al mistero insieme magnifico e terribile della potenza della Natura.