Iseo

Redazione

Pubblicato il Pubbl. il 20.05.2024

Brescia Temporanea

STEFANO BOMBARDIERI. GAME <> CARE

Dall’unione del concetto di gioco, inteso come atto ludico e creativo, ad una riflessione sulla cura, nasce GAME <> CARE, la mostra personale di Stefano Bombardieri, il cui percorso espositivo en plein air si compone di nove sculture su scala monumentale, collocate sul lungolago del Comune di Iseo (Brescia) e all’Arsenale.

Trottola 2015 Corten 300x350 cm

Fino al 29 settembre

 

Dall’unione del concetto di gioco, inteso come atto ludico e creativo, ad una riflessione sulla cura, nasce GAME <> CARE, la mostra personale di Stefano Bombardieri, a cura di Anna Lisa Ghirardi, il cui percorso espositivo en plein air si compone di nove sculture su scala monumentale, collocate sul lungolago del Comune di Iseo (Brescia), della sua frazione Clusane d’Iseo e lungo vie, piazze e passeggiate in prossimità di edifici simbolo della storia artistico architettonica del luogo, come il Castello Oldofredi, la Pieve di Sant’Andrea e la Chiesa di San Silvestro.

 

Se, come sottolinea Ghirardi nel testo che accompagna la mostra, citando il filosofo Eugen Fink “il gioco è metafora del mondo (…) appartiene alla costituzione ontologica dell’esistenza umana ed è simbolo del cosmo, giacché attraverso esso si manifesta il modo dell’uomo di rapportarsi al mondo e all’altro”, nel “gioco” di Stefano Bombardieri il pubblico è chiamato a farsi nautilus, navigante, sia attraverso i luoghi fisici in cui è articolato il percorso, sia attraverso le diverse declinazioni di significato assunte dalle opere.

STEFANO BOMBARDIERI (BRESCIA, 1968) La ricerca dell’artista contemporaneo di fama interazionale si sviluppa a partire dai risvolti filosofici sui temi del tempo e la sua percezione, l’esperienza del dolore nella cultura occidentale, l’uomo e il senso dell’esistenza. Il suo lavoro trae avvio dalla realtà tangibile per giungere a mondi interiori, universi fantastici. A partire dagli anni Novanta espone in spazi pubblici e gallerie, prediligendo il dialogo tra opera e spazio urbano, grazie alla collocazione di sculture monumentali nelle quali la familiarità dei soggetti si accompagna allo stupore generato dall’ingrandimento di scala e dai rapporti inattesi tra soggetto e contesto. Sue installazioni sono state collocate a Ferrara, a Faenza, a Bologna, a Saint Tropez e a Potsdam. Sue opere sono state esposte alla 52° e alla 54° Biennale di Venezia.