Gardone Riviera

Nicola Baroni

Pubblicato il Pubbl. il 20.11.2023

Intervista

PirloTalk con Giordano Bruno Guerri

Storico e giornalista, studioso del Novecento e del fascismo. Sotto la direzione di Giordano Bruno Guerri il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera è diventato il sesto museo lombardo più visitato, il primo fuori Milano. Il segreto? Aprire tutti gli spazi e far cambiare idea a molti su d’Annunzio.

BIO

Santa Maria Goretti, Galeazzo Ciano, il brigatista rosso Patrizio Neci, il sacerdote antifascista Ernesto Buonaiuti, Filippo Tommaso Marinetti. La biografia dello storico Giordano Bruno Guerri non può che partire da alcune delle moltissime che ha firmato lui. Nato nel 1950 in provincia di Siena, Giordano Bruno Guerri è ateo e anticlericale – coerentemente con il proprio nome di battesimo. Nel libro Io ti assolvo ha raccontato cosa si è sentito dire da un centinaio di sacerdoti italiani a cui ha confessato in incognito “peccati” di natura etica, politica e sessuale – facendo arrabbiare il Vaticano. È presidente e direttore generale della Fondazione che gestisce il Vittoriale degli Italiani, casa-monumento fatta realizzare da Gabriele d’Annunzio a Gardone Riviera. Il suo ultimo libro, Dal Big Bang a oggi, percorre quattordici miliardi di anni di storia in 400 pagine.

01
Il luogo che preferisci del Vittoriale?

L’arengo, dove d’Annunzio radunava i suoi legionari: era in rovina e l’ho fatto restaurare.

02
Un luogo “inedito” del Vittoriale?

Ora è tutto visitabile. Fino a poco tempo fa il casseretto: era la casa dell’architetto Gian Carlo Maroni, poi foresteria dei presidenti, dove ho vissuto anch’io. Mi sono auto-sfrattato con dolore per trasformarlo nel Museo della Santa Fabbrica.

03
Che rapporto avevi con Brescia prima di arrivare al Vittoriale?

Prima di trovare la mia attuale compagna, 18 anni fa, ho avuto una vita vivace e fidanzate in molte città. Una importante è stata a Brescia, ma non posso darti la sua foto.

 

In foto: Luisa Baccara, pianista, amante di Gabriele d’Annunzio, nota come “la Signora del Vittoriale”.

04
L’oggetto più curioso del Vittoriale?

Il fazzoletto dal quale abbiamo ricavato il DNA di d’Annunzio, che trovai nella corrispondenza di un’amante veneziana. Dal testo che lo accompagnava si capiva che non era servito per soffiarsi il naso.

05
D’Annunzio si divertiva a dare soprannomi al suo organo sessuale: i più curiosi?

“Il Perno del mondo”, “il Gonfalon selvaggio”, “la Catapulta perpetua”. Per quello femminile “la filigrana vivente”.

 

In foto: d’Annunzio nudo sulla spiaggia di Francavilla al Mare, anni ottanta dell’Ottocento.

06
I legami tra d’Annunzio e Brescia?

Non amava l’architettura di Piacentini, e in generale fascista: nulla al Vittoriale richiama il fascismo. Amava invece la Vittoria Alata, tanto da farsene fare una copia per i Loggiati.

07
Gli piaceva la cucina bresciana?

D’Annunzio era molto goloso, amava la persicata. La cuoca principale del Vittoriale era padovana, le altre tutte bresciane.

08
D'Annunzio sarebbe su Instagram?

Credo sarebbe stato uno dei primi, ma si sarebbe già stufato.

09
Il rimprovero più grande che gli faresti?

Non aver contrastato il fascismo quando finì l’impresa di Fiume, ritirandosi invece a vita privata. La cosa positiva è che per questo abbiamo il Vittoriale, ma sarebbe stato più utile se con i suoi legionari avesse contrastato l’ascesa di Mussolini.

10
Il personaggio oggi più dannunziano?

Non c’è, bisognerebbe aver fatto il volo su Vienna, aver scritto l’Alcyone, aver avuto la sua capacità di seduzione. Poeta, seduttore, eroe di guerra: dove lo troviamo un altro così?