Brescia

Nicola Baroni

Pubblicato il Pubbl. il 28.08.2023

Intervista

PirloTalk con Massimo Minini

Tra i maggiori galleristi di arte contemporanea al mondo, da cinquant’anni Massimo Minini lavora (e vive) in via Apollonio 68. E a chi gli chiede se Brescia non gli stia stretta risponde che qui abbiamo uno dei maggiori Pil italiani.

BIO

Il segreto del successo di Massimo Minini (Pisogne, 1944) sembra stare nel sereno fatalismo con cui affronta ogni cosa. Si trova a studiare Giurisprudenza a Milano nonostante l’amore per la storia dell’arte? Nessun problema: ne approfitta per visitare gallerie. Viene licenziato da Flash Art, dove si occupava dei finanziamenti della rivista? Un mese dopo – è l’ottobre 1973 – apre la sua galleria a Brescia. Sempre col fare scanzonato di chi non prende nulla troppo sul serio, tanto meno se stesso o il proprio lavoro. Sarà per questo che alle “supercazzole” dell’arte contemporanea preferisce gli aneddoti di vita vera, di solito riassunti nei suoi “pizzini”.

01
Cosa ti ha tenuto a Brescia?

Sono rimasto per pigrizia. Quando uno vive a Brescia vuole andare a Milano, da Milano vuole spostarsi a New York. Quando sei a New York vorresti avere una sede a Città del Messico che però è talmente inquinata che vorresti scappare subito e tornare a Brescia. Allora ho saltato il giro e sono rimasto qui.

 

In foto: “Pitocco seduto” di Giacomo Ceruti, alla Pinacoteca Tosio Martinengo.

02
Se potessi aprire una galleria oggi, budget illimitato?

A Brescia, naturalmente.

03
Cena con un artista, dove lo porti?

All’Osteria della Villetta a Palazzolo, al Fiordaliso a Gardone, al Gambero di Calvisano o alla Crepa di Isola Bovarese.

 

In foto: una tovaglietta dell’Osteria della Villetta di Palazzolo disegnata da Michelangelo Pistoletto.

04
L’artista più elegante entrato in galleria?

Giulio Paolini e Luigi Ontani.

 

In foto: la schiena di Giulio Paolini.

05
Il luogo di Brescia che ami di più?

La Pinacoteca Martinengo. Dalla sua ultima finitura con stoffe di Kapoor è cambiata radicalmente.

06
L'artista contemporaneo più sopravvalutato?

L’arte del Novecento, ma anche quella dei Duemila, è tutta sopravvalutata.

07
Sindaco per un giorno?

Mai.

 

In foto: Il santino elettorale di Minini, candidato alle elezioni comunali del 2013.

08
L’artista che vorresti in via Apollonio?

Gerhard Richter. È venuto a vedere la mostra di Paolini e abbiamo cenato alle Due Stelle in Via San Faustino dove c’era ancora la zia che faceva la faraona con le castagne.

09
Il bresciano del passato più contemporaneo?

Un dettaglio dell'affresco di Girolamo Romanino nella Chiesa di Santa Maria della Neve a Pisogne (BS)

Girolamo Romanino.